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| Le origini |
| La prima squadra cittadina di football, fu fondata l'1 dicembre
1900 ad opera del messinese Alfredo Marangolo. Il primo allenatore
e capitano della squadra fu F. L. Padgett che restò solo
per un anno nel Messina. Il Messina a quei tempi giocava le
sue partite interne al San Raineri. La prima partita disputata
dal Football Club Messina (che annoverava tra i suoi calciatori
molti inglesi) risale all'aprile del 1901, fu il primo derby
siciliano a Palermo e venne vinta dal Palermo per 3-2. Nel 1904
il Messina si prese la rivincita sul Palermo vincendo il derby
per 3-2. Nel 1905 Messina e Palermo si affrontarono di nuovo
nella finale della Whitaker Challenge Cup; il Messina vinse
la partita per 3-2 e anche il suo primo trofeo. Nell'anno successivo
il Messina bissò il successo dell'anno precedente battendo
al San Raineri il Palermo per 2-1. Dopo il terremoto del 1908
, il calcio a Messina riprese nel 1909, ad opera di Mister Barret
che spese soldi di tasca propria per far rinascere l'attività
calcistica a Messina. |
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| Gli anni 20 e 30 |
| Alla fine della I guerra mondiale venne fondata l' U.S. Messinese
che partecipò alla Coppa Federale (una competizione cui
partecipavano solo squadre siciliane) l'anno successivo. Il
club participò al campionato di Prima Divisione (allora
la Massima Divisione) 1921-22 organizzato dalla C.C.I. classificandosi
al 3° posto nel girone siciliano; questo fu il primo campionato
di massima serie a cui parteciparono squadre siciliane. Nell'anno
successivo la FIGC e la CCI si riunificarono. Questa riunificazione
coincise con la fusione di tutte le squadre messinesi in un
unica squadra. Infatti l' Umberto Messina si fuse con l' U.S.
Messinese e il club cambio il suo nome in U.S. Messinese Umberto
nell'Ottobre 1922. Il mese successivo la nuova squadra si fuse
di nuovo, questa volta con il Messina Sporting Club; da questa
unione nacque il Messina Football Club. Lo stadio in cui la
squadra giocava le sue partite interne a quei tempi era lo Stadio
"Enzo Geraci". Solo due anni dopo nel dicembre 1924
l'FC Messina si sciolse e i suoi calciatori entrarono a far
parte dell' U.S. Messinese. Nel 1925 il Messinese si qualificò
per la prima volta alle semifinali interregionali Lega Sud grazie
a una vittoria per 3-0 contro il Palermo, nel campionato siciliano
del campionato di I Divisione 1924-25. Tuttavia nelle semifinali
lega Sud arrivò ultima nel suo girone (dietro all' Alba
Roma, Cavese e Liberty Bari) e non riuscì a vincere neanche
una partita segnando solo due gol in sei partite. Nella stagione
successiva il Messina venne umiliata dal Palermo che lo sconfisse
per 7-1, somma dei risultati nel campionato siciliano. Il Messina
venne comunque ammessa alle semifinali ma con risultati simili
a quelli dell'anno precedente. A seguito della riforma dei campionati
del 1926 il Messina venne ammesso al campionato di Seconda Divisione.
Squadra messinese del 1938, il presidente era Lombardo.Nella
stagione 1929-30 Il Messina sfiorò la promozione in Serie
B terminando il campionato al secondo posto dietro i rivali
del Palermo; il Messina venne promosso in Serie B nel 1932.
Messina rimase in Serie B per sei stagioni sfiorando addirittura
la promozione in Serie A nella stagione 1935-36. Retrocessa
in Serie C nel 1938 l'AC Messina si ritirò dal campionato
di Serie C nella stagione 1940-41. L'attuale società
venne fondata nel 1972. Il colore della prima maglia, biancoscudata,
risale al 1929. Vennero donate dalla Difesa Marittima dodici
maglie bianche da marinaio, alle quali vennero applicate colletto
nero e scudetto della città. La seconda maglia è
rossa con colletto giallo e rosso. |
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| L'A.C.R. Messina |
| Nel 1947 a seguito della fusione tra due squadre messinesi,
il Messina e il Giostra, nasce l'A.C.R. (Associazioni Calcio
Riunite) Messina. Nella prima stagione disputata, 1947-1948
l'A.C.R. Messina chiuse al settimo posto con 37 punti nel girone
T della serie C. L'anno successivo 1948-1949 si classificò
quarta con 40 punti nel girone D della nuova serie C. La stagione
1949-1950 arriva la promozione in serie B dopo un doppio spareggio
con il Cosenza, il campionato si chiude con 51 punti realizzati.
L'ultimo anno dell'A.C.R. Messina è nel 1992/93 quando
il A.C.R. Messina, salvatosi all'ultima giornata dalla retrocessione
in serie C/2, non venne iscritto al campionato seguente per
i troppi debiti accumulati. |
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| La prima promozione in Serie A |
| Al termine del campionato di calcio di serie B 1962-1963,
il Messina è primo in classifica e viene promosso in
serie A. Il Messina esordisce in Serie A con una sconfitta,
3-1, contro la Sampdoria, la prima rete in serie A è
segnata da Paolo Morelli. L'esordio casalingo avviene il 25
settembre, ed è subito vittorioso, il Messina batte 2-0
il Lanerossi Vicenza con una doppietta di Marcello Pagani. Il
Messina a fine andata, reduce da sole due vittorie e undici
sconfitte, occupa l'ultimo posto in classifica con soli otto
punti. Nel mercato di gennaio, per far fronte al brutto inizio
di campionato, il Messina prende in prestito dal Milan il giovane
peruviano Benitez. Il ragazzo si rivela l'arma vincente del
Messina facendo deliziare il pubblico del Celeste con le sue
giocate. Il Messina chiude la stagione con una salvezza all'ultima
giornata grazie al pareggio per 0-0 contro il Modena, che condannò
alla serie B i canarini. Il Messina nel girone di ritorno totalizza
7 vittorie (fra cui la più celebre fu al Celeste contro
la Juventus, vittoria per uno a zero grazie ad un autogol bianconero),
6 pareggi e soltanto 4 sconfitte. Il secondo anno, quello del
1964/65, culmina con una retrocessione al penultimo posto. A
Mannocci era subentrato Tonino Colomban, ma soprattutto il ritorno
a Milano di Benitez, non rimpiazzato dalla dirigenza giallorossa,
che in quell'anno aveva creato una squadra con molti giovani
ed esordienti, costa la retrocessione. Da allora il Messina
ebbe una parabola discendente: dopo soli tre anni la retrocessione
in Serie C, il ritorno in Serie B avverrà, nel 1985/86,
dopo quasi venti anni di Serie C, con alla presidenza Salvatore
Massimino ed in panchina Franco Scoglio. |
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| L'era di Massimino |
| Massimino diventò presidente dell'A.C.R. Messina nel
1984/85, quando la squadra l'anno prima aveva ottenuto una salvezza
in serie C. In panchina sedeva Franco Scoglio e nella squadra
c'erano futuri campioni come Schillaci, Caccia, Napoli e Catalano.
L'anno comincia male con una sconfitta per 5-0 a Francavilla,
ma i giallorossi proseguono il campionato divinamente, stazionando
sempre nelle prime posizioni, e perdendo la promozione solo
tramite alcuni scontri diretti. L'anno successivo è dominato
dal Messina che viene promosso, dopo 18 anni dall'ultima apparizione,
in serie B. Alla vigilia della stagione 1986/87 l'ambiente giallorosso
fu scosso in ritiro dalla squalifica, di cinque anni, di uno
dei suoi uomini più rappresentativi ed amati: Franco
Caccia. Il 1986/87 fu comunque un anno strepitoso per il Messina:
la squadra, che per tutto il campionato era stata sempre in
zona promozione, perse però slancio nelle ultime giornate,
arrivando settima. L'anno dopo il campionato si concluse a metà
classifica, e a fine anno Scoglio lasciò il Messina,
sostituito da Zdenek Zeman. Fino al 1990/91 il Messina vaga
nelle zone basse della classifica di serie B, e nella stagione
1991/92 retrocede. Salvatore Massimino era stato estromesso
dalla presidenza dai figli nel 1991. Finisce qui un ciclo che
ha visto il Messina ritrovare la Serie B e sfiorare persino
la promozione in serie A. L'ultimo anno dell'A.C.R. Messina
è nel 1992/93 quando, salvatosi all'ultima giornata dalla
retrocessione in serie C/2, non venne iscritto al campionato
seguente perché non in regola con i parametri economici
della F.I.G.C. |
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| Il CND: A.S. Messina e Peloro |
| Il calcio a Messina ripartì dal Campionato Nazionale
Dilettanti, con una nuova squadra l'A.S. Messina, che dalla
stagione 1993-94 disputò quattro stagioni nel C.N.D..
Nel campionato 1996-97 nel C.N.D. sono due le squadre messinesi
L'A.S. Messina e La Peloro. Per l'A.S. la stagione si concluse
con la retrocessione e la scomparsa, mentre la Peloro concluse
il campionato al sesto posto. Nel Luglio del 1997 la Peloro
assunse la denominazione di F.C. Messina Peloro. |
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| La rinascita: dai dilettanti alla Serie B |
| Nel 1997/98 il F.C. Messina Peloro ottene la promozione in
serie C/2. L'anno successivo, grazie al mister Cuoghi subentrato
a Ruisi a metà campionato, ottenne il 2° posto e
perse la finale play-off sul neutro di Lecce contro il Benevento.
Nell'anno 1999/2000 il Messina venne promosso primo in serie
C/1. Nel 2000/01 il Messina parte con in panchina prima con
Beruatto e poi con Florimbi, che riesce a portare il Messina
nel vertice della classifica. I giallorossi riescono a recuperare
gli otto punti di distacco dal Palermo capolista, ma all'ultima
giornata il Messina perde ad Avellino nel finale sbagliando
pure un rigore, con Vittorio Torino, ed è costretta a
disputare i play-off. La finale play-off è il derby con
il Catania, prima pareggia al Cibali per 1-1, con gol di Ciccio
Marra, e poi vince al Celeste per 1-0 con gol su rigore di Sullo.
Dopo 9 anni il Messina torna nella cadetteria. Gli anni 2001/02
(nel quale il Messina arriva negli ottavi di Coppa Italia) e
2002/03 non hanno molte soddisfazioni per i tifosi messinesi,
con la squadra che conquista la salvezza sempre a fine campionato.
Nell'estate del 2002 diventa presidente Pietro Franza che promette
ai tifosi giallorossi una promozione in serie A entro tre anni,
promessa rispettata in anticipo. |
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| 2003-04: la seconda promozione in Serie A |
| La stagione di Serie B 2003-2004 segna il ritorno nel massimo
campionato italiano del Messina a distanza di 39 anni dall'ultima
apparizione del club peloritano in Serie A. Eppure in campionato
i giallorossi partono male, racimolando soltanto partite pareggiate
e perse. Dopo la sconfitta nel derby contro il Catania, Pietro
Franza decide di esonerare l'allenatore Vincenzo Patania, sostituendolo
con Bortolo Mutti. Il primo match di Mutti in panchina coincide
con la prima vittoria della squadra: 1-0 ad Avellino con due
rigori falliti dai giallorossi. Da questo momento per il Messina
è un susseguirsi di ottimi risultati (da ricordare, nel
girone di andata, il pareggio contro l'Atalanta capolista a
Bergamo per 2-2) e il girone di andata finisce con il Messina
in piena zona promozione, al 4° posto. Durante il calcio-mercato
di gennaio arrivano a Messina l'attaccante Roberto Sosa dall'Ascoli
e il centrocampista Domenico Giampà dalla Ternana. Durante
il girone di ritorno questi giocatori si riveleranno elementi
assai preziosi. Il girone di ritorno non comincia nel migliore
dei modi, ma il Messina riesce lo stesso ad essere promossa
nella massima serie con una giornata d'anticipo. La vittoria
decisiva arriva in coincidenza con l'ultima esibizione dei biancoscudati
in gare ufficiali al Celeste (che chiuderà l'anno e i
battenti imbattuto). In quel giorno di festa , il 5 giugno 2004,
il Messina batte l'ormai retrocesso Como per 3 a 0. L'arbitro
è Pierluigi Collina (coadiuvato dai guardalinee Ivaldi,
Pisacreta e Caristia), e i marcatori di quell'indimenticabile
partita sono nel primo tempo con una doppietta al 16' ed al
26' Arturo Di Napoli, e nel secondo tempo , al 12', Alessandro
Parisi. Ci fu festa per tutta la notte in città e dintorni,
giorni veramente indimenticabili per un tifoso giallorosso.
Nell'ultima giornata il Messina chiuse il campionato alla grande
battendo il Torino in un Delle Alpi vuoto per 3-1. Il Messina
chiuse il campionato al 4° posto con Di Napoli come proprio
capocannoniere a 19 gol e con ben 79 punti , preceduto soltanto
dal fortissimo Palermo , dal Cagliari e a pari punti con il
Livorno. Alcuni dei risultati più prestigiosi furono
le vittorie in casa contro la Fiorentina per 3-0 e contro il
Genoa per 4-0 ed i pareggi contro il Napoli per 1-1 in casa
e di nuovo contro il Genoa 2-2 al Ferraris. |
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| 2004-05: il 7° posto in Serie A |
| Dopo aver conquistato la promozione nella massima serie, il
Messina si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione
con tanto entusiasmo in corpo e con una squadra composta da
molti degli artefici della promozione come Parisi, Di Napoli,
Storari, Aronica e nuovi acquisti come il giapponese Yanagisawa,
il brasiliano Rafael, Donati in prestito dal Milan, Zanchi,
in prestito dalla Juventus, Nicola Amoruso, il serbo Iliev e
il greco Eleftheropoulos. I tifosi sottoscrivono oltre di 25.000
abbonamenti e l'entusiasmo contagia anche la provincia, dato
che la Serie A torna a Messina dopo 40 anni. Il Messina comincia
il campionato alla grande. Dopo il pareggio in trasferta (0-0)
contro il Parma, la squadra di Bortolo Mutti, davanti a quasi
35.000 spettatori, batte per 4-3 la Roma al "San Filippo"
con gol di Alessandro Parisi, Salvatore Sullo, Domenico Giampà
e Riccardo Zampagna e poi alla terza giornata il Milan campione
d'Italia per 2-1 a San Siro, con gol iniziale di Giuseppe Pancaro
per i rossoneri e reti di Domenico Giampà e Riccardo
Zampagna per i giallorossi siciliani. Alla fine della 5°
giornata il Messina è secondo, due punti dietro alla
Juventus capolista, e l'idea di una possibile qualificazione
in Europa comincia a serpeggiare nella mente dei tifosi peloritani.
Il turno seguente vede di fronte proprio Juventus e Messina
al Delle Alpi e si conclude con la vittoria dei bianconeri per
2-1. Qui il Messina subisce un piccolo calo, che vede arrivare
i giallorossi, a fine girone di andata, nelle parte bassa della
classifica, ma riesce a battere la Reggina, nel primo derby
dello stretto in massima divisione, con il punteggio di 2-1
con il gol di Riccardo Zampagna e di Di Napoli. A gennaio il
presidente compra due utili rinforzi, Filippo Cristante e Gaetano
D'Agostino. Le prime modeste partite del girone di ritorno generano
una contestazione del pubblico prima e durante la partita contro
il Brescia, ma di lì a poco la squadra inizia a conquistare
un numero cospicuo di punti. Dopo la memorabile vittoria allo
Stadio "San Filippo" contro l'Inter per 2-1 con gol
di Arturo Di Napoli e Rafael, la squadra pensa seriamente alla
qualificazione in Coppa UEFA, essendo settima e vicina al Palermo
sesto in classifica. Ben presto, sfumata la possibilità
di classificarsi sesti, i peloritani mirano ad entrare in europa
arrivando settimi. Dopo la partita vinta contro il Cagliari
al "San Filippo" con goal decisivo di "Nick"
Amoruso, Si aspettano le semifinali di Coppa Italia del martedi
e del mercoledi per sapere sè il settimo posto varrebbe
la Coppa Uefa o l'Intertoto. Nella prima partita l'Inter elimina
i sardi del Cagliari, ma il mercoledi la Roma batte l'Udinese
e la qualificazione alla Coppa Uefa va ai capitolini. Nelle
ultime due partite il Messina perde a Brescia per 2-1 e pareggia
contro il Livorno per 1-1 al "San Filippo" (con grande
festa finale). Giunta settima in classifica, guadagna l'accesso
alla Coppa Intertoto, ma il club decide di rinunciarvi. Alla
fine quello del Messina è un campionato molto positivo,
in cui la squadra totalizza più punti di compagini blasonate
quali Roma, Lazio e Fiorentina, batte Milan, Inter e Roma e
pareggia contro la Juventus. In totale sono 48 i punti conquistati. |
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| 2005-06: retrocessione e ripescaggio |
| Alla fine della stagione 2004/2005 inizia una serie di eventi
inaspettati. Nell'estate 2005 la Figc non iscrive il Messina
al campionato di calcio di Serie A 2005-2006. Dopo aver inutilmente
esperito tutti i gradi della giustizia sportiva, la società
ricorre alla giustizia amministrativa, con l'appoggio delle
autorità locali e regionali e dei tifosi. Ciò
che era stato negato dalla giustizia sportiva, l'ammissione
al campionato di Serie A, è ottenuto a seguito della
decisione del T.A.R. del Lazio (2 agosto 2005) e di quella definitiva
del Consiglio di Stato (9 agosto 2005). In campionato la squadra
parte male e continua peggio. La prima vittoria arriva solo
alla decima giornata, in trasferta contro il Lecce, mentre il
primo successo allo Stadio "San Filippo" avviene al
quindicesimo turno. Visti i magri risultati dei primi mesi di
campionato, in cui la formazione peloritana consegue soltanto
due vittorie e subisce molti gol, la dirigenza opera molto sul
calcio-mercato di gennaio 2006, ma senza frutti rilevanti. Il
nuovo anno comincia bene, con la seconda vittoria esterna a
Empoli (3-1), ma continua molto male (solo 3 vittorie). I giallorossi
retrocedono matematicamente in Serie B a Reggio Calabria, nella
partita persa per 3-0 contro la Reggina. In seguito agli sviluppi
dello scandalo del calcio italiano il club siciliano ottiene
la riammissione in Serie A per la stagione 2006-2007, in virtù
della retrocessione della Juventus per illecito. |
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| 2006-07: ultimo posto in Serie A e retrocessione |
| Le prime tre gare di Coppa Italia vinte contro il Sansovino,
il Piacenza e la Lazio fanno toccare quota 10.000 abbonamenti,
in netto calo rispetto all'anno prima, quando gli abbonati sono
stati circa 20.000. La stagione del Messina inizia molto bene:
nelle prime quattro partite arrivano due vittorie e due pareggi
esterni, risultati che proiettano il Messina al terzo posto
in classifica. Ben presto, però, il rendimento cala in
modo vistoso. Fino al calcio-mercato di gennaio si susseguono
continui insuccessi, e il Messina non va oltre quattro pareggi
e nove sconfitte. Alla fine di gennaio l'allenatore Bruno Giordano
è sostituito da Alberto Cavasin, che, beneficiando del
recupero di Christian Riganò (infortunatosi verso fine
novembre), riesce a far intravvedere segnali di ripresa. In
seguito a cinque sconfitte consecutive, tuttavia, Cavasin è
esonerato e al suo posto è richiamato Giordano, inviso
agli ultrà messinesi, che avviano dure contestazioni
alla famiglia Franza e annunciano di non volersi recare allo
stadio in segno di protesta. In un estremo tentativo di raddrizzare
le sorti della stagione la dirigenza esonera nuovamente Giordano
e alla fine di aprile ingaggia Bruno Bolchi, ma la situazione
di classifica è ormai compromessa. Il Messina retrocede
in Serie B dopo la sconfitta interna contro l'Inter neo-campione
d'Italia (0-1) e termina il campionato all'ultimo posto, nonostante
i gol di Riganò (che realizza ben 19 reti in 22 partite). |
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| 2007-08: Serie B |
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